La cremagliera di Granarolo è un’occasione imperdibile per un giro unico all’interno della città di Genova. Tra l’altro, offre anche la possibilità di godere di una incomparabile vista sulla città.
Cremagliera di Granarolo da Via Lagaccio
Partendo da Via Lagaccio, nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Principe, ci si imbatte facilmente nella piccola stazione della cremagliera. La ripida salita che attende i passeggeri corre lungo un alto muro di contenimento in pietra, nella sua parte iniziale.
Conviene fornirsi in anticipo di un biglietto per il trasporto pubblico cittadino. Questo per evitare di andare alla ricerca di un tabaccaio, non proprio in prossimità. Infatti, purtroppo nei pressi della cremagliera non c’è un distributore automatico di biglietti.
Qualche parola per spiegare questa meraviglia che ha oltre un secolo di vita.
La cremagliera, la sua storia
Incrementata di recente con tre nuove fermate e con l’accesso facilitato per i diversamente abili, la cremagliera si presenta non come un semplice mezzo di trasporto. Infatti, sembra quasi un viaggio a ritroso nel tempo, un immersione in un passato fantastico.
Partenza, dunque, da Via Lagaccio a bordo di un vagone del 1929, e arrivo nella stazione in stile liberty di Salita Superiore Granarolo. Il progetto è addirittura del 1901, e l’allestimento interno del vagoncino con i sedili in legno sa di un passato da riassaporare.
Bene, ora non tergiversiamo oltre: saliamo o la cremagliera partirà senza di noi. Il rumore delle ruote sulle rotaie mi riporta alla realtà.
Il viaggio inizia
Lentamente la cremagliera si avvia lungo la sua irta salita, allontanandosi da Principe e lasciando apparire la vista sulla città e sul mare. I duri sedili in legno lasciano correre la fantasia fino all’ultima fermata, quella di Granarolo. Qui si rientra nella realtà, anche se uno spazio per la fantasia resta sempre vivo.
La prima impressione che si ha scendendo dal vagoncino è di essere comunque ancora parte di quel passato visibile fin dalla partenza da Principe. In pochi minuti di salita Genova ci regala un quadro di sè fuori dalla mondanità, dal rumore. Sembra di trovarsi in campagna e percorrendo la salita verso il borgo antico quasi pare di immergersi in una delle poesie di Eugenio Montale.
Il selciato in mattoni con ai lati le grigie pietre è limitato dai muri o, per dirla con il poeta ermetico, “una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia”.
Da Granarolo, volendo, si può salire a piedi in direzione dei forti, da Porta di Granarolo verso Forte Begato, fino al Parco del Peralto. Ma se l’anello fino alla funicolare Righi – Zecca è impegnativo da percorrere a piedi, ci si può limitare a Granarolo. Angoli incantevoli, scorci unici, orti che si aprono oltre i muri lungo le strade. Tutto il paesaggio circostante offre notevoli scorci di interesse.
L’aria, come si sale un po’ sulle colline alle spalle della città, si fa presto più rigida in questo periodo dell’anno. Forse è il segnale che è giunta l’ora di rientrare a casa.
La cremagliera di Granarolo comincia fare capolino nella sua lenta salita; mi preparo a salirvi, dopo aver dato un’ultima occhiata intorno.
Un giro davvero splendido, il tutto dentro la città. Le foto sono d’obbligo, con uno zoom medio (24 – 105 mm) si riesce a soddisfare tutte le situazioni che si presentano.
Non so quante città possano offrire angoli così caratteristici. Certo che Genova ha il grande pregio di poterla vivere a livello del mare come in collina, in pieno rumore come in ambiente appartato. Il viaggio continua…